La Cattedrale di Santo Stefano Protomartire sorge a Scutari, in Albania conosciuta anche come “Kisha e Madhe” (Chiesa Grande). Questo gioiello architettonico, simbolo di grande importanza storica per l’arcidiocesi di Scutari-Pult, rappresenta un simbolo di grande importanza storica e religiosa per l’arcidiocesi di Scutari-Pult.
Scopriamo come la sua bellezza e il suo significato religioso la trasformino in una tappa imprescindibile per chiunque faccia tappa in città.
Cattedrale Santo Stefano a Scutari, Albania
La Cattedrale di Santo Stefano Protomartire a Scutari non è solo un imponente luogo di culto, ma rappresenta anche un filo conduttore che lega la città al suo passato e al suo futuro. La sua dedicazione a Santo Stefano, primo patrono di Scutari, riprende una tradizione che affonda le radici in una chiesa preesistente con lo stesso nome.
Quest’antica chiesa, situata nell’area ora occupata dal Castello di Rozafa, venne sepolta nel corso dei secoli. Proprio su di essa, in epoche successive, furono erette sia una moschea che una chiesa, testimoniando la complessa storia e la stratificazione culturale della città. La scelta di dedicare la cattedrale a Santo Stefano rappresenta dunque un omaggio a questo passato e un modo per affermare la continuità di valori e tradizioni.
Allo stesso tempo, la Cattedrale di Santo Stefano Protomartire guarda al futuro come simbolo di speranza e rinascita. La sua imponente architettura e la sua ricca storia ne fanno un punto di riferimento per la città, un luogo di incontro e di dialogo per persone di diverse fedi e culture.
Il 7 aprile 1858, rappresenta una data storica per la città di Scutari. In quel giorno, con una solenne cerimonia ufficiale, venne posata la prima pietra dell’odierna Cattedrale di Santo Stefano Protomartire (in lingua albaneseKatedralja e Shën Shtjefnit Dëshmor), proprio nel luogo dove oggi sorge il maestoso altare.
Numerosi personaggi di spicco presenziarono all’evento, tra cui Abdi Pashe Cekrezi, governatore e comandante di Scutari, che lesse la lettera inviata dal sultano in occasione della fondazione.
La costruzione della cattedrale di Santo Stefano fu resa possibile grazie al generoso contributo di diverse figure: il sultano, che donò 700 lire turche d’oro, e Papa Pio IX, che concesse 1000 scudi d’oro e, nel 1867, elevò la chiesa al rango di cattedrale metropolitana. Da allora, la Cattedrale di Santo Stefano Protomartire è diventata un simbolo iconico della città di Scutari conservando intatta la sua bellezza e il suo profondo significato religioso.
La storia della Cattedrale di Santo Stefano Protomartire è segnata da eventi che ne hanno messo alla prova la resistenza e la sua importanza come simbolo religioso e culturale.
Durante l’assedio di Scutari del 1912-1913, la cattedrale subì ingenti danni a causa dei bombardamenti montenegrini, soprattutto sul lato sud-est e sul campanile. Ferite che testimoniano un passato difficile, ma che non ne hanno intaccato lo spirito.
Nel 1967, il regime ateo dell’epoca impose la chiusura della cattedrale al culto, trasformandola in un palazzetto dello sport. Un atto che mirava a sopprimere la fede, ma che non riuscì a spegnere la luce della speranza.
Negli anni Novanta, la cattedrale conobbe una rinascita significativa, ritornando a essere un luogo di preghiera e comunità dopo essere stata restituita al culto. La visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1993 sottolineò l’importanza della cattedrale come punto di riferimento spirituale per l’Albania.
Nel luglio del 2016, un nuovo capitolo della storia della cattedrale si aprì con l’inaugurazione del museo diocesano situato nelle sue vicinanze. Questo museo, il primo del suo genere in Albania dopo il periodo comunista, offre un viaggio attraverso la storia religiosa e culturale della regione, valorizzando il ricco patrimonio della cattedrale e dell’arcidiocesi

