Durante le vacanze in Albania, Durazzo ospita uno dei tesori più affascinanti dell’antichità: l’Anfiteatro Romano. Immergiti nelle rovine maestose di questo antico spettacolo e scoprirai i segreti di un’epoca passata.
In questa guida introduttiva, esploreremo le origini, l’architettura e l’importanza di questo sito iconico, invitandoti a fare un viaggio insieme attraverso il tempo nell’antica Durazzo.
Anfiteatro Durazzo: cosa vedere
L’anfiteatro romano di Durazzo, conosciuto anche come Amfiteatri i Durrësit in albanese, è un antico anfiteatro che risale al II secolo, dalla forma ellittica, si trova appena oltre i confini della città antica, a circa 350 metri dalla costa e adiacente alle antiche mura bizantine.
Situato nel cuore del centro storico della città di Durazzo, in Albania, la struttura è costruita in parte su terreno pianeggiante e in parte sulle pendici meridionali della collina di Spitalla, la cui vetta raggiunge un’altitudine massima di 186 metri sul livello del mare. Costruito durante il regno di Traiano, quest’imponente struttura contiene fino a 20.000 persone, rendendolo il più grande anfiteatro dei Balcani.
Scoperto nel 1966 e ufficialmente riconosciuto come monumento culturale nel 1973, l’Anfiteatro romano di Durazzo è stato proposto come candidato per l’inclusione nella lista dei Patrimoni dell’umanità UNESCO in Albania fin dal 1996.
Il maestoso anfiteatro di Durazzo è aperto al pubblico ogni giorno dalle 9:00 alle 18:00, offrendo ai visitatori la possibilità di visitare sia l’interno che di ammirare l’imponente struttura da un percorso panoramico. Lungo questo tragitto, non manca la presenza della bandiera albanese, un simbolo che si trova comunemente nei siti archeologici e culturali del paese.
Tuttavia, tra le principali attrazioni di Durazzo, oltre al Museo archeologico di Durazzo, senza dubbio l’anfiteatro rappresenta una tappa da inserire nell’itinerario per un viaggio in Albania.
Tuttavia, per un’esperienza più completa, si consiglia di includere nel tour anche il Castello di Durazzo, conosciuto come la torre veneziana e le mura bizantine, tra le altre cose. Questo itinerario può essere facilmente percorso a piedi in modo indipendente per chi si trova a Durazzo, anche se l’esperienza con una guida può arricchire ulteriormente la visita.
Durazzo è un luogo turistico molto importante in Albania e una tappa fondamentale per chi vuole trascorrere le vacanze a Durazzo. Conosciuta come la porta d’ingresso del “Paese delle Aquile“, Durazzo ha un’atmosfera speciale che merita di essere esplorata.
Trascorrere alcuni giorni in città, visitare i dintorni di Durazzo e di Tirana e magari andare alle spiagge più a sud, considerate tra le migliori spiagge dell’Albania, è un’esperienza da non perdere, anche per quanto riguarda i servizi turistici, Durazzo propone una varietà di hotel, bar e ristoranti in grado di accontentare tutti i gusti.
Tuttavia, se non sai dove conviene alloggiare, ti invito a leggere la guida su dove dormire a Durazzo che ti fornirà utili consigli per trovare la sistemazione perfetta durante il tuo soggiorno.
Storia dell’Anfiteatro Romano di Durazzo
Abbiamo già detto all’inizio che l’anfiteatro romano di Durazzo risale alla fine del I e all’inizio del II secolo, durante il regno dell’imperatore Traiano, insieme ad altri edifici pubblici di Dyrrhachium. Con la scoperta delle monete, attesta che l’anfiteatro era operativo già durante i regni di Adriano e Antonino Pio. La sua attività perdurò fino al IV secolo, quando furono i giochi dei gladiatori furono proibiti nell’Impero romano. Danneggiato dal terremoto nel 346, l’anfiteatro fu oggetto di interventi di restauro.
Durante il periodo bizantino, l’anfiteatro potrebbe aver assunto una funzione strategico-difensiva, considerando la collocazione delle mura cittadine erette tra la fine del V e l’inizio del VI secolo. In contemporanea, le gallerie dell’anfiteatro divennero un’area di necropoli e forse anche di abitazione, come indicano i resti di tre cappelle cristiane risalenti tra il VI e il XIV secolo.
Nel 1508, l’anfiteatro era ancora visibile, come testimoniato da Marino Barlezio nella sua opera “Historia de vita et gestis Scanderbegi Epirutarvm Principis”. Tuttavia, a partire dal XVI secolo, l’anfiteatro fu gradualmente sepolto sotto terra. Quando il viaggiatore ottomano Evliya Çelebi visitò Durazzo nel 1670, non menzionò l’anfiteatro, suggerendo che fosse già stato sepolto a quel tempo. Nel corso dei secoli successivi, sulla collinetta e sui pochi ruderi visibili furono edificati diversi altri edifici, un processo che continuò fino al XX secolo.
La scoperta del sito avvenne nel 1966 grazie al lavoro del ricercatore Vangjel Toçi. Gli scavi successivi portarono alla luce circa due terzi della cavea, dell’arena e delle gallerie, con la necessità di fare gli interventi di restauro per via dei crolli verificatisi nel corso degli anni.
Nel 2003 è iniziato il Progetto Durrës per esaminare l’anfiteatro, che era in gran parte nascosto sotto terra. Questo progetto è stato avviato su richiesta del Ministero della Cultura albanese ricevendo gli aiuti finanziari dall’Italia attraverso il Ministero degli Affari Esteri. L’obiettivo principale era di preparare il terreno per creare un parco archeologico in città.

